Il mio spazio qui vuole essere senza pretese, un angolo di mondo virtuale dove chi vuole possa lasciare istruzioni sull'uso di questa , grande , meravigliosa e stranissima cosa che è la vita ....il titolo e l'idea mi sono stati ispirati da una carissima amica ...

lunedì 19 gennaio 2026

Questo era mio padre

Ricordo come fosse ieri...una fresca mattinata di fine ottobre con la prima "brina" ma eccezzionalmene senza nebbia , un strada di campagna della bassa lodigiana ...Melegnano o Casalpusterlengo qs non lo ricordo.

La Simca 1301 special verde scuro sfiora i rami di robinia sobbalzando , mio papà non lo dà a vedere ma è emozionato di quella prima battuta di caccia alle allodole con me ...io non ero proprio un patito cacciatore e quella volta per la prima volta accettai di accompagnarlo..avrò avuto 14-15 anni forse qualcosa meno...

Parcheggiamo l'auto e togliamo tutto il materiale . Per la caccia alle allodole a quei tempi si usavano richiami misti ...uno vivo , una vispa civetta issata sopra un palo e li incatenata e altri diciamo "sintentici " specie di trapezi verdi con specchietti appiccicati che comandati da un batteria d'auto e un lungo cavo elettrico venivano fatti roteare alla vista degli stromi di allodole per attirarle.

Montiamo tutto velocemente perchè a quell'ora ( saranno state le 7 del mattino ) già le allodole volteggiano sui  ,per me immensi e infiniti , campi della bassa lodigiana.

Mio papà decide di approntare l'appostamento  dentro un fossato fangoso proprio al centro del terreno con i richiami poco più in là  . Raschiamo un pò il fondo dal fango e con dei teli lo rendiamo abitabile.

Leggo negli occhi di mio papà un'emozione mai vista : per la prima volta partecipo ad una delle sue grandi passioni la caccia al volo . Così io mi esercito...giro la manopola dei richiami e sollecito la cordina della Civetta ...i richiami funzionano decine e decine di allodole si librano sopra di noi incuranti della minaccia .

Mio papà mi impartisce un ordine ....perentorio : " Marco pasem o sciòpp " ( tradotto Marco passami il fucile ) . Il fucile fino a quel momento era stato tranquillamente apoggiato sul prato in prossimità del fossato lontano da ogni pericoloso urto .

Io come un gatto balzo fuori dal fossato faccio due passi raccolgo il fucile e corro verso mio padre . Correre è sempre stata la mia passione e anche la mia unica arma da giocatore di calcio ( tecnicamente scarso ) ma quella volta qualcosa andò storto ....inciampo nelle sterpaglie il fucile si libra nell'aria per interminabili secondi , rotea e finisce il suo volo con la canna infilata nel cumulo di fango che avevamo spostato per l'appostamento.

Madò adesso mi ammazza ma mentre pensavo questa cosa vedo scorrere sul viso di mio papà almeno una decina di espressioni in pochisismi secondi ...la prima quella di un serial killer l'ultima quella dell'uomo che era e che è sempre stato : un uomo buono e un padre meraviglioso.

"Dai dai tirel fò che mel nèta " io tremando estraggo il fucile dal fango ,  il suo amato " intequater " e con bastoni e fronde cominciamo l'opera di pulizia .

Intanto mi sembrava che il trillare tipico delle allodole somogliasse sempre più a una risata ... 

Un'oretta dopo finiamo di pulire il fucile e mio papà ne verifica l'efficienza , tutto ok si può cacciare . Ma intanto le allodole avevano deciso di cambiare prato per la loro ormai tarda colazione .

Così prendiamo i due panini con mortadella e salame che ci aveva preparato mia mamma facciamo colazione e torniamo verso l'auto.

Mio padre andò innumerevoli altre volte a caccia di allodole nel lodigiano ...ovviamente senza di me :-) .

Questo era mio padre . 


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